96) Popper. Sull'esistenza del Mondo 3.
Polemizzando con i mentalisti e i materialisti, Popper dimostra
l'inadeguatezza delle loro teorie e la non riconducibilit del
Mondo 3 al Mondo 2 e al Mondo 1.
K. R. Popper, L'io e il suo cervello, volume I, traduzione
italiana di G. Minnini, Armando, Roma, 1981, pagine 74-76 (vedi
manuale pagine 328-332).

 Che aspetto ha il mondo 3 da un punto di vista materialistico?
Ovviamente, la semplice esistenza di aereoplani, aereoporti,
biciclette, libri, edifici, automobili, calcolatori, grammofoni,
conferenze, manoscritti, pitture, sculture e telefoni non presenta
alcun problema per qualsiasi forma di fisicalismo o di
materialismo. Mentre per il pluralista queste sono le
esemplificazioni materiali, le incarnazioni degli oggetti del
mondo 3, per il materialista sono semplicemente parti del mondo 1.
Ma che dite delle relazioni logiche oggettive che si stabiliscono
tra le teorie (siano esse scritte o meno), quali
l'incompatibilit, la deducibilit reciproca, la sovrapposizione
parziale, eccetera? Il materialista radicale sostituisce gli
oggetti del mondo 2 (esperienze soggettive) con i processi
cerebrali. Tra questi una particolare importanza hanno le
disposizioni al comportamento verbale: le disposizioni ad
assentire o a respingere, a convalidare o a confutare, o
semplicemente a prendere in considerazione - a calcolare i pro e i
contro. Come la maggior parte di coloro che accettano gli oggetti
del mondo 2 (i mentalisti), di solito i materialisti
interpretano i contenuti del mondo 3 come se fossero idee nelle
nostre menti: i materialisti radicali per cercano di fare un
passo avanti e di interpretare le idee nelle nostre menti - e
quindi anche gli oggetti del mondo 3 - come disposizioni al
comportamento verbale aventi una base nel funzionamento del
cervello.
Eppure n il mentalista n il materialista riescono in questo modo
a rende giustizia agli oggetti del mondo 3, specialmente ai
contenuti delle teorie e alle loro relazioni logiche oggettive.
Gli oggetti del mondo 3 non sono soltanto idee nelle nostre
menti n sono disposizioni dei nostri cervelli al comportamento
verbale. N ci  di qualche aiuto l'aggiungere a queste
disposizioni le incarnazioni del mondo 3, come accennavamo nel
primo capoverso di questo paragrafo, perch nulla di tutto ci sa
far fronte adeguatamente al carattere astratto degli oggetti del
mondo 3 e specialmente alle relazioni logiche esistenti tra loro.
Per fare un esempio, l'opera di Frege Grundgesetze era gi
scritta, e in parte stampata, quando in base ad una lettera
scrittagli da Bertrand Russell egli dedusse che nei suoi
fondamenti era implicita un'autocontraddizione. Questa
autocontraddizione era esistita, oggettivamente, per anni e Frege
non l'aveva notata: non era stata nella sua mente. Soltanto
Russell rilev il problema (a proposito di un manoscritto
completamente diverso) in un momento in cui Frege aveva gi finito
di redigere il suo manoscritto. Per anni quindi  esistita una
teoria di Frege (ed una analoga, pi recente, di Russell) che era
oggettivamente incoerente senza che nessuno avesse sentore di
questo fatto, ovvero senza che un dato stato cerebrale disponesse
nessuno a convenire con il suggerimento Questo manoscritto
contiene una teoria incoerente.
Riepilogando, gli oggetti del mondo 3 nonch le loro propriet e
le loro relazioni non si possono ridurre ad oggetti del mondo 2.
N si possono ridurre a stati o a disposizioni cerebrali, neanche
se dovessimo ammettere che tutti gli stati e i processi mentali
possono essere ridotti a stati e processi cerebrali. E' cos
nonostante il fatto che possiamo considerare il mondo 3 come il
prodotto delle menti umane.
Russell non invent n produsse l'incoerenza, ma la scopr. (Egli
invent o produsse un modo di dimostrare o di provare che c'era
l'incoerenza). Qualora la sua teoria non fosse stata
oggettivamente incoerente, Frege non vi avrebbe potuto applicare
la dimostrazione russelliana dell'incoerenza, per cui non si
sarebbe convinto della sua insostenibilit. Pertanto, uno stato
della mente di Frege (e senza dubbio anche uno stato del cervello
di Frege) fu, in parte, il risultato del fatto oggettivo che
questa teoria era incoerente: la scoperta di questo fatto lo turb
e lo sconvolse profondamente. Ci, a sua volta, lo spinse a
scrivere (un evento del mondo 1 fisico) le parole  Die Arithmetik
ist ins Schwanken geraten  (L'aritmetica incomincia a vacillare).
C' quindi un'interazione tra: a) l'evento fisico, o parzialmente
fisico, del ricevere Frege la lettera di Russell; b) il fatto
oggettivo, fino ad allora non evidenziato e appartenente al mondo
3, che nella teoria di Frege c'era un'incoerenza; c) l'evento
fisico, o parzialmente fisico, dello scrivere Frege il suo
commento sullo status (mondo 3) dell'aritmetica.
Queste sono alcune delle ragioni per cui sostengo che il Mondo 1
non  chiuso sul piano causale ed asserisco che c' un'interazione
(seppure indiretta) tra mondo 1 e mondo 3. Mi sembra chiaro che
questa interazione sia mediata da eventi mentali, e in parte anche
coscienti, del mondo 2.
Naturalmente il fisicalista non pu ammettere nulla di tutto ci.
K. R. Popper, Logica della ricerca e societ aperta, Antologia a
cura di D. Antiseri, La Scuola, Brescia, 1989, pagine 192-194.
